[190]. L'Ariosto partì da Ferrara il 16 dicembre 1509, come rilevasi dal Furioso, c. 40, st. 3, subito dopo avvenuta la morte del conte della Mirandola, per chiedere soccorso al Papa.
[191]. La rotta dell'armata Veneta in Po accadde la mattina del 22 dicembre a merito principalmente del cardinale Ippolito, che fece tagliare in più luoghi gli argini del fiume, ed appostarvi a pelo d'acqua dei grossi cannoni e delle colubrine di nuova e miglior costruzione del duca Alfonso. La scarica impreveduta scompigliò la flotta, e decise della vittoria. Furioso, c. 3, st. 57. Tre Ariosti vi presero parte. Id., c. 40, st. 2 a 5.
[192]. Il cardinale Marco Cornaro d'illustre famiglia veneta.
[193]. Accenna all'ultimo canto del Furioso (che potrà dirsi fosse nel 1509 terminato ma non completato), ove si descrive il maraviglioso padiglione, sotto il quale la maga Melissa volle che seguissero le nozze di Ruggiero e Bradamante da cui doveva uscire la famiglia d'Este, perchè in detto padiglione la profetica Cassandra, ricamandolo per Ettore, aveva figurata la puerizia e le future imprese del lontanissimo nipote cardinale Ippolito! In sì magnifico quadro di adulazione non mancò quindi di essere dipinta la vittoria su l'armata Veneta (c. 46, st. 97). Forse l'idea di questo fantastico padiglione venne al poeta per aver veduto in Ferrara quello che il duca Ercole nel 1494 regalò a Carlo VIII, tutto di seta ed oro, «fatto in forma di una casa, con sala, camera ed altre dentro,» come si legge nella Cronaca modenese di Iacopino de' Lancillotti (Parma, 1861, p. 127) edita dalla Deputazione di Storia patria di Modena.
[194]. Enea Pio di Carpi comandava la squadra ov'era andato a militare Lodovico Ariosto, e il nostro poeta in uno de' suoi carmi, parlando di sè stesso, dice: Pio celebri sub principe miles (V. Opere minori di Lod. Ariosto per cura di F.-L. Polidori. Firenze, Le Monnier, 1857, T. I, p. 340).
[195]. Carlo d'Amboise signor di Chaumont, gran maestro (governatore) di Milano, che si portò a difendere il duca Alfonso. Il papa, dopo aver ricuperato alcune terre che appartenevano alla Chiesa, abbandonò la lega di Cambray, e unito ai Veneziani mosse guerra al duca di Ferrara, il quale alla propostagli alleanza di Giulio II a condizioni onerose aveva preferita quella del re di Francia.
[196]. Questo Pier Moro è ricordato nel Furioso, c. 40, st. 4.
[197]. Il duca d'Urbino colle armi del papa e il favore dei Rangoni occupò Modena il 18 agosto 1510, e due giorni dopo ebbe Carpi. Sassuolo non fu costretto alla resa che il 21 ottobre. Rubiera e Reggio tennero forte per allora. Alla sola data dell'anno in questa lettera credo poter fissare anche quella del mese di ottobre, poco prima della resa di Sassuolo, e quando già il Chaumont aveva riavuto Carpi. Che fosse scritta in Reggio è per sè chiaro abbastanza.
[198]. Nel 23 aprile 1510 il Duca aveva avuto dai Reggiani mille staia di frumento ed altrettanti di spelta e di frumentone, con salsumi e mille cogni di vino per la guerra coi Veneziani. Panciroli, Storia di Reggio, trad. di Prospero Viani, lib. VI.
[199]. Il campo Francese andò a Reggio il 29 ottobre 1510, e perciò la data di questa lettera può fissarsi alla fine di detto mese.