XII

A messer Benedetto Fantino

Mes. Benedetto mio onor. Ho avuto per il mio ragazzo una vostra lettera molto tarda, perchè da Firenze, dove si è fermato qualche giorno, è venuto in qua a piedi ed è stato assai per via. Del negozio vostro non ho fatto ancora nulla; non perchè non me lo sia raccordato, ma perchè non vi ho saputo capo nè via. Io son arrivato qui in abito di staffetta,[208] e per non aver panni ho schivato di andare a persone di dignità, perchè qui, più che in tutti gli altri lochi, non sono estimati se non li ben vestiti.[209] È vero che ho baciato il piè al Papa e m'ha mostrato di odir volontera: veduto non credo che m'abbia, chè dopo che è Papa non porta più l'occhiale. Offerta alcuna nè da Sua Santità nè da li amici miei divenuti grandi novamente[210] mi è stata fatta; li quali mi pare che tutti imitino il Papa in veder poco. Io mi sforzarò e oggi cominciarò, che non serà più longo, a vedere se io potrò aver mezzo alcuno con quel Mes. Paris.[211] Usar Mes. Bernardo[212] per mezzo, credo poter male, perchè è troppo gran maestro, ed è gran fatica a potersegli accostare; sì perchè ha sempre intorno un sì grosso cerchio di gente che mal si può penetrare, sì perchè si convien combattere a X usci prima che si arrivi dove sia: la qual cosa a me è tanto odiosa, che non so quando lo vedessi; nè anco tento di vederlo, nè lui nè uomo che sia in quel palazzo: pur per vostro amor sforzarò la natura mia; ma potrò far poco, perchè fatta la coronazione, che serà fra 4 dì, faccio pensiero di venirmene a Ferrara. Io intendo che a Ferrara si estima che io sia un gran maestro qui: io vi prego che voi li caviate di questo errore, cioè quelli con che vi accade a parlare, e fategli intendere che son molto da manco che non ero a Ferrara, acciò che richiedendomi alcuno qualche servicio, e non lo facendo per impossibilità, e non lo sapendo essi, mi accusassino di asinità. Altro non m'accade, se non che a voi mi raccomando.

Romae, 7 aprilis MDXIII.

Vostro,
Ludovicus Ariostus.

Fuori — Al Mag. come fratello hon. M. Benedetto Fantino Cancellero dell'Ill.o et R.o Card. de Ferrara,-in Ferr.

XIII[213]

Al doge di Venezia

Ill.mo et Ser.moPrincipe et Signore mio observantissimo. — Supplico alla Sublimità Vostra io devoto et affectionatissimo servo suo Ludovico Ariosto Nobile Ferrarese et familiare del Reverendissimo Signor Cardinale Estense come havendo cum mie longe vigilie et fatiche, per spasso et recreatione de Signori et persone di anime gentili et madonne composta una opera in la quale si tratta di cose piacevoli et delectabili de arme et de amori, et desiderando ponerla in luce per solazo et piacere di qualunche vorà et che se delecterà di leggerla; et anche cum quello più benefitio et remuneratione delle fatiche mie duratoli più anni in componerla che conseguire posso; ho deliberato di farla stampire dove meglio a me parerà. Ma dubitando che qualche altro in concorrentia della stampa, che io ne farò,[214] subito che tal mia opera et stampa sia fuori, non se intrometta a restampare o farne restampare una altra, et che non pigli il bene et utile de le fatiche, che doverieno venire a me: pertanto prego et supplico la prefata vostra Sublimità, che quella sia contenta per suo decreto et privilegio concedermi de gratia, che per tutto el tempo della vita mia non sia licito a persona cossì terriera come forestiera et di qualunche grado se voglia esser o sia, che ardisca, nè presuma in le terre et loci et dominio di vostra Serenità presumere di stampare, nè di fare stampare in forma alcuna de lettera, nè di foglio grande, piccolo, nè piccolino, nè possa vender o fare vender ditta mia opera senza expressa licentia et concessione de mi Ludovico Ariosto auctore de ipsa, sotto pena de perder tal opere tutte, che si trovassero stampate, o vendersi, et de ducati mille per cadauno che presumerà stamparla o farla stampare, o vendere o farla vender: la quale pena per la mità si applichi a cui piacerà alla Sublimità Vostra, et l'altra mità et libri stampati o venduti a mi Ludovico prenominato servitore di quella. Cujus gratiæ etc.

Die 25 Octobris 1515[215]