Castelnovi, 19 aprilis 1523.
Dominationum vestrarum observantissimus
Ludovicus Ariostus.
LVIII
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Per una de' 16 di questo da V. S. ho inteso la buona volontà circa a quanto dal mio illustrissimo signore sono state ricercate, e come per concludere tale effetto sono per mandare uno suo commissario; e quelle mi domandano, se io ho autorità dal mio illustrissimo signore che basti a fare questo. Io non ho alcuno mandato altrimenti in scritto, se non che già molti giorni e mesi sua Eccellenza per una sua mi commise ch'io facessi opera con V. S., che li nostri banditi non fosseno securi nel dominio suo, e che similmente li banditi di V. S. non fosseno securi nel nostro. Allora io scrissi due volte o tre a V. S., e quelle mi rispuosero che circa questo farebbeno certo consiglio, e che poi mi avviserebbeno; e quelle, forse essendo in maggiori cose occupate, non mi mandarono mai la resoluzione. A questi dì prossimi io fui a Ferrara, e il signore duca mio mi commise di nuovo ch'io pure ritentassi e cercassi di nuovo fare lega con V. S., sì come sua Eccellenza ancora ha scritto a quelle. Altro mandato nè altra commissione in scritto ho io; bene vi rendo certe, che di tutto quello che io farò per quiete di questa provincia di Garfagnana, così pertinente a V. S. come a sua Eccellenza, essa se ne chiamerà contenta, e sarà per ratificarlo: pure non starò di avvisarne quelle, se, prima che la risposta venga, parrà a V. S. di mandare il suo commissario; o se anche si parrà meglio che si aspetti nuova commissione dal duca, faranno il suo parere. Al miglior consiglio delle quali mi rapporto sempre; e di continuo in sua buona grazia mi raccomando. Castelnovi, 19 aprilis 1523.
LIX
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mihi observandissimi. Li uomini di Valico si lamentano che quelli di Cardoso ogni giorno menano il suo bestiame, oltra quello che già è stato determinato per li commissarii di V. S. da una parte, e quelli dello illustrissimo signore mio dall'altra, in loro grandissimo danno e pregiudicio: io prego V. S. che siano contente o di admonire li suoi sudditi che stiano taciti e quieti di quanto già è stato fatto, ovvero siano contenti che li uomini di Valico, se ritrovano bestie di quelli di Cardoso nel suo, le possino pigliare e menare qui a Castelnuovo; acciò che del danno e trasgressione che fanno patischino la pena. E in buona grazia di quelle mi raccomando.
Castelnovi, 20 aprilis 1523.