Circa a quel prete che V.a Ecc.a mi commette ch'io lo rimetta al Vescovo, la mia lettera non è stata ben intesa. Sappia V.a Ecc.a che questa provincia di Grafagnana è subietta in spiritualibus a dui Vescovi: la Vicarìa di Castelnovo e di Trassilico al Vescovo di Lucca, quella di Camporeggiano al Vescovo di Luna; e perchè, come altre volte credo aver scritto, li peggiori e li più parziali di questo paese sono li preti, essendo io a questi giorni a Ferrara, procurai d'aver lettere di V.a Sig.ria l'una direttiva a l'un Vescovo e l'altra a l'altro. Quel di Lucca si è trovato essere a Milano e ancora non ho avuto risposta, quel di Luna rispose la lettera che ha veduto V.a Ecc.a Al qual Vescovo di Luna non mi accade al presente di rimetterli alcun prete ne le mani perchè non ho alcuno ne la sua diocesi che abbia fallito; ma in omnem eventum gli avevo domandato quella potestade perchè non può star troppo a scoprirsene qualcheuno. Quel prete Job figliuolo di Ser Evangelista, del quale mi son doluto con V.a Ecc.a,[248] che senza aver fatto pace con le donne offese voleva sotto questa ombra di esser prete star in questa terra, è subietto al Vescovo di Lucca, e lui non ho a chi rimettere perchè il Vescovo non c'è: il suo Vicario credo ci sia, ma della ragione che faranno, senza farne altra pruova, ne sono chiarissimo, che già ho l'esempio di quello che fu fatto a prete Matteo ch'io rimessi lor nelle mani, il quale aveva ferito uno officiale di V.a Ecc.a e fatto omicidii e mille altri delitti e non fu pur messo in prigione. Io voglio di nuovo pur dire anco quattro parole circa questo prete Job, poi V.a Ecc.a terminerà quello che le parrà. Credo che sia stato fatto intendere a quella che ha fatto ingiuria a una puttana, e per questo paia che sia cosa da passarsene leggiermente. V.a Sig.ria intenda che la violenza c'hanno patite queste donne si arreca fra gli altri a grandissima ingiuria uno cittadino qui detto Acconcio delli più ricchi e di più parentado e di più credito di questo luogo, imperò ch'esso, a parlar chiaramente è innamorato in questa giovine e l'ha segretamente a suo comando, e di questa cosa era per farne dimostrazione di mala sorte, e tanto più che lui è di fazione contraria a ser Evangelista e le inimicizie e parti di questa terra cominciaro fra queste due case e il detto Acconcio reputa per suo dispetto, più che per altra causa, quelle donne sieno state violentate e battute....[249]

Castelnovi, 2 maii 1523.

LXVI

Al medesimo

Ill.mo ed Ecc.mo Signor mio. Per altre mie V.a Ecc.a avrà inteso la causa che mi fa soprassedere a non ardere e spianare le case di questi banditi assassini, chè pur vorrei far prima ogni possibile opera d'averli nelle mani. Tre se ne truovano, per quanto mi è detto, a casa sua a Pontecchio, che vi stanno assai sicuramente, con speranza di avere da V.a Ecc.a il salvo condotto, che per la Vicarìa di Camporeggiano intendo hanno fatto domandare. Questi mi è dato intenzione di darmi presi, avvenga ch'io non creda ad uomo di questo paese cosa che mi prometta; pur starò alcuni giorni a vedere. Li altri assassini, cioè Bernardello e Bertagnetta e Pellegrinetto e altri ch'io non so il nome si truovano alla Villa al soldo di quel Marchese detto il Marchese Malaspina, e di poi che vi sono andâro insieme con un servitore per assassinare un certo mercadante che quindi passava, e lo assassinâro: il che sentendo quel Marchese, mandò lor drieto e fece restituire le robe al mercadante, e di sua mano (intendo) amazzò quel suo servitore che era ito in compagnia di questi ribaldi. A loro non fece altra ingiuria che di parole e di minaccie se più facevano nel suo paese tal tristizia. Ora, rimettendomi però sempre al parere di V.a Ecc.a, mi parrebbe che quella scrivessi caldamente a questo Marchese e lo pregasse che pigliassi questi ribaldi e li dèssi in mano a chi V.a Sig.ria o il vostro Commissario mandassi a torli. Mi pare che avendoli V.a Ecc.a per questa via, sería con poca fatica e risulterebbe a grandissimo utile di questo paese e a gran terrore degli altri ribaldi e a non poco onore di V.a Ecc.a

La lettera in favore di Belgrado si è avuta, ed io subito l'ho mandata al fratello di lui acciò che non perda tempo, sicchè credo che a quest'ora sia a Lucca. Io farò intendere agli uomini di Vallico il buon animo di V.a Ecc.a verso loro, nè credo che questa opera sia spesa malamente, perchè quel Comune è buon suddito e servitore di quella ed è gagliardo di assai gente e di buona gente più che Comune di questa provincia. Altro non accade di nuovo, se non raccomandare a V.a Ecc.a il balestriero c'ha perduto il cavallo e fu ferito, e il Capitano che non è ancora ben guarito della ferita ch'ebbe a Camporeggiano; e in buona grazia di quella mi raccomando.

Castelnovi, 3 maii 1523.

LXVII

A Messer Santuccio Santucci[250]

Magnifice tanquam frater honorandus. Credo che Acconcio avrà avvisato V. M. delli suoi muli e del sale che li sono ritenuti a Lucca. La causa io non la so; ma questo accade spesso, che li nostri, che vengono da Pisa con sale, ritrovino a Lucca simili impedimenti. Io ne scrivo la qui alligata a cotesti magnifici signori: prego V. M. che facci opera che tali modi non siano usati da quelli daziarii: o se qualche rispetto muove quelli magnifici signori, che vogliano essere intesi a cenni più presto che a dirlo, prego V. M. che operi che si parli chiaro, acciò che io ne possi avvisare lo illustrissimo signor mio, che vi pigli qualche modo che a sua Eccellenza paia più espediente. Appresso prego ed esorto V. M., che facci ogni possibile opera di pacificare cotesti suoi di Gallicano, acciò che noi ancora, che saremmo vicini a tal fuoco, quando seguisse, possiamo estinguendosi vivere più sicuri. E a V. M. mi raccomando.