Obsequiosissimo
Ludovico Ariosto.

LXIV

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Peregrino esibitore presente, il quale abita a Corfino, terra di questa ducale provincia, si duole che tornando da Pisa con le sue bestie cariche di sale, li sono state ritenute a Lucca, e non li è stato detto la causa; e da martedì in qua non ha potuto avere licenza di partirsi, nè sapere perchè sia ritenuto: è ricorso a me, acciò che io lo raccomandi a V. S. che almeno possa intendere per che causa li sia fatto questo, acciò che, dicendo la ragione sua, si possi discolpare di quanto è imputato. Io lo raccomando a V. S., che non li lascino fare torto; e più presto, quando abbi fallato, li usino clemenza e misericordia. E in buona grazia di V. S. mi raccomando.

Castelnovi, ultimo aprilis 1523.

LXV

Al duca di Ferrara

Ill.mo et Ecc.mo Signor mio. Circa a quanto V.a S.ria mi scrive, che non le pare che s'abbiano a far quelli fanti nè quelli battaglioni, mi rimetto al miglior parere di quella: mi pare però strano che li forestieri vengano con li banditi di questa provincia in ottanta e in cento ad ardere e amazzare e saccheggiare il paese, e non sia modo di risponderli. S'io m'avessi saputo imaginare meglior rimedio io l'averei proposto. Circa il porre quella taglia, mi par d'aver scritto che in quel consiglio di Camporeggiano non solo non fu concluso di porla, ma nè anco fu permesso che si ponesse a partito, e che quando io mandai per torre le fave, tutti catervatim si levaron di consiglio, ma che gli Otto che mi sedevano più appresso mi dissero che io authoritate propria la mettessi, e che poi io la facessi pagare alla sua Vicarìa, licet la maggior parte repugnasse poi; e mi dissero appresso che sarìa buono ch'io avessi di questo una commissione da V.a Ecc.a acciò che gagliardamente io la potessi eseguire, sicchè mi parrebbe che fosse buono che V.a Ecc.a mi commettesse per una sua che per una grida da parte sua io mettessi taglia di dieci ducati sopra ciascuno di questi banditi che sono stati assassini, e che poi io la facessi pagare comunamente a tutta questa provincia, cum sit che non debbano aggravarsine essendo per tornare in tanto utile loro quanto sarebbe estirpando questi ribaldi del paese. Io son ben certo che ancora che quelli Otto mi dicessino così, che serà fatica che lo vogliano fare e verranno a querelarsine a Ferrara. Io avevo proposto di far li battaglioni a questo effetto, che quando accade simile cosa, che forse è per accadere più presto e più spesso che V.a Ecc.a non pensa, e che montando io a cavallo per obstarli, avessi subito chi mi seguisse, chè mentre io comando li Comuni che mi vengan dietro, l'un guarda l'altro, e chi dice che non ha armi e chi trova altra scusa, e se pur vengono, la cosa va in lungo di modo che li banditi han tempo di far li lor disegni e di partirsi a salvamento. S'anco quando tali cose accadono voglio ricorrere per aiuto dal Commissario di Sestola, non può la venuta esser sì presta nè sì segreta che i banditi non abbian tempo di far ciò che vogliono. Quando io non avessi dubitato di errare, averei avuto il modo di pigliare o di tagliare a pezzi tutti questi ribaldi e la sua compagnia, imperò che Domenico di Amorotto m'ha fatto per sue lettere intendere che ogni volta che costoro si riducano o a Dallo o a Pontecchio dove è il lor nido, io lo avvisi e gli dia termine dui o tre dì, che verrà con trecento compagni lor da un canto, sì che con ogni poco di gente con che io mi movessi dall'altro canto, sarei atto a amazzarli o farli dare in mano del lor nimico che li amazzasse. Io ho accettato la profferta e risposto che quando sia il tempo lo avviserò: pur non lo farei senza saputa e commissione di V.a Ecc.a, nè mi parrebbe male, quando non si può fare altrimenti, d'imitar Cristo che disse de inimicis meis cum inimicis meis vendicabo me; avvenga ch'io non abbia Domenico per inimico di quella, se alle lettere sue si può dar fede, che mi scrive che per V.a Ecc.a è per porre la roba e la vita propria. Supplico quella che circa questo mi risponda acciò che tornando questi ladroni o che io non perdessi tanta occasione quanta sarìa di pigliarli o d'amazzarli, o che io credendo di far bene non facessi cosa contro la volontà di quella.

Se non fosse che pur ho speranza o per una via o per un'altra di avere di questi ribaldi alcuno nelle mani, già avrei mandato a torre quelli cavalli e fanti che sono in Frignano e avrei fatto ardere e spianare le lor case; ma perchè questa vendetta contro le case si può fare da ogni tempo, mi pare che sia meglio attendere e far ogni pruova d'aver li banditi o alcun di essi in mano. E m'è dato intenzione per certe spie c'ho messo che n'averò qualcuno. Io attenderò qualche giorno e poi manderò a chiamare quelli cavalli e farò quanto da V.a Ecc.a ho in commissione; ma non so però quanto tempo li detti cavalli sieno per stare in Frignano, che già non vorrei mentre ch'io diferisco a farli venire da questa parte fossino richiamati a Ferrara, e quando io li volessi poi che mi fossino lontani: per questo mi parria ben fatto che se non avessino più da fare in Frignano, che quando fossino per tornare a Ferrara più presto venissero a stare qualche giorno in questa provincia al medesimo modo che stanno in Frignano: pur mi rimetto al parer di V.a Ecc.a

Circa a quanto quella mi commette, che io non condanni questi Comuni c'hanno dato ricapito alli banditi secondo che meritano in effetto; che se li nostri balestrieri vanno da luogo a luogo non gli dariano un boccal di vino, nè pur un'abbracciata di paglia, e alli banditi portano incontro la vittovaglia senza esser richiesti; io farò quanto V.a Ecc.a mi commette da qui innanzi, ma la commissione è giunta tardi per quelli del Poggio che già ho condennati 200 ducati per non avere voluto seguitare il Capitano de li balestrieri: pur la condennagione non è a libro, la qual ho fatta grande sì per terrore degli altri sì anco per più facilmente indurli a pagar il cavallo del balestriero: e sebben gli avessi condennati, non era però ch'io non credessi che V.a Ecc.a avesse loro a far grazia, ma fra tutti almeno erano buoni senza molta contradizione a pagare il cavallo e l'interesse del Capitano ferito, chè se V.a Ecc.a permette che questo povero balestriero resti in danno, tutti gli altri si faranno restii di andare in luogo dove siano a risco di perdere, e questi villani si faranno ogni dì più insolenti.