Castelnovi, ultimo aprilis 1523.
LXIII
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Avendomi a questi giorni V. S. domandato se avevo tanta autorità dal mio illustrissimo signore di potere transigere e compormi con esse, o sia con il commissario che le sono per mandar qui, di quanto per più mie lettere io li ho ricercati, io subito scrissi a sua Eccellenza, e quella mi ha mandato una patente della quale questa è la copia:
«ALPHONSUS dux Ferrariae, Mutinae et Regii, marchio Estensis, comesque Rodigii.
Essendo li magnifici ed eccelsi signori Lucchesi, amici nostri onorandi, in quel medesimo volere e opinione che siamo noi, ciò è che li banditi dal territorio di loro signori non abbino refugio nè porto alcuno in le terre e territorio nostro di Garfagnana, nè li banditi e ribelli nostri similmente abbino ricapito nella giurisdizione e territorio di essi signori Lucchesi; e volendo loro signori mandare uno commissario con ampia autorità a voi commissario nostro in Garfagnana per concludere capitoli e composizioni sopra questo; il che è per ridondare a beneficio comune e quiete delli loro sudditi e nostri, e per tor via molti scandali, omicidi e delitti, li quali più animosamente si commettono, quando per li delinquenti si sa dove si possano a salvamento riducere; siamo contenti che tra il magnifico commissario di detti signori Lucchesi e noi si faccino e fermino autenticamente capitoli e composizioni, per li quali si dichiari: che li banniti e ribelli hinc inde non abbino sicuro refugio e ricorso, li nostri nel dominio loro, e quelli di essi nel dominio nostro; e più, che ogni vólta che voi volessi per li nostri balestrieri e barigello fare pigliare alcuno bandito e ribelle nostro fuggito nel dominio di loro signorie, il barigello loro sia obbligato prestare ogni favore al nostro, e il nostro al loro per fare le catture che occorresse a farsi, aiutandosi mutuamente con tutto il sforzo e potere nostro e loro: e a concludere, fermare e stringere simili capitoli e composizioni col prefato signor commissario, quale essi signori Lucchesi manderanno, per questa nostra patente lettera, a voi messer Lodovico Ariosto, nostro commissario in detta provincia di Garfagnana, diamo e concediamo ampla, piena e valida autorità; promettendo di avere rato, fermo e approvato tutto quello che da voi sarà trattato, concluso e stabilito col prefato magnifico commissario delli prefati signori Lucchesi, quale sono per mandare costì per questo buono e laudabile effetto. E in fede di ciò avemo fatta questa nostra, e sigillata con il nostro consueto sigillo.
Dat. Ferrarie, in palatio nostre residentie, die 27 aprilis 1523.»
V. S. veggono quanto sia la mente del mio illustrissimo signore; ora ponno a suo piacere mandare il suo commissario, che dal canto mio serò sempre apparecchiato a riceverlo con quella riverenza che è mio debito: in buona grazia delle quali mi raccomando.
Castelnovi, ultimo aprilis 1523.
Di V. S.