Circa a quelli di Pier Madalena, poco più gioverà loro il lor clericato, perchè furon banditi la forca e confiscati li lor beni, come n'ho scritto diffusamente a Mess. Bonaventura.[276] Io scrissi al Commissario di Fivizzano per avere Gian Madalena che allora era in quel loco, e mai non me n'ha dato risposta. Adesso non so dove sia, ma me ne informerò più certo, e ne avviserò V. Ecc.
Appresso mi venne una lettera da Lucca che mi avvisava come Medici era creato papa;[277] la qual nuova come si udì da questi di Castelnovo, parve che a tutti fosse tagliata la testa, e ne sono entrati in tanta paura, che fûro alcuni che mi volean persuadere che quella sera medesima io facessi far le guardie alla terra; e chi pensa di vendere, e chi di fuggir le sue robe. Io mi sforzo di confortarli, e dico lor ch'io so che stretta amicizia è tra V. Ecc. e Medici, e che non hanno da sperar se non bene. Mi è parso di darne a V. Ecc. avviso, acciò che se quella ha qualche cosa con la quale io possa lor dar buono animo, si degni di significarmela, e se non l'ha, almeno di fingerla. Altro non occorre. In buona grazia di quella mi raccomando.
Castelnovi, 23 novembris 1523.
CXVI
Al medesimo
Ill. ed Ecc. Signor mio. Mentre io andavo investigando come informarmi di certo dove si trovasse Gian Madalena per avvisarne V. Ecc., secondo che Ella per la sua dì 3 di questo mi avea commesso, mi è stato riferito come ier sera, che fu lunedì, giunsero a S. Donnino, cioè Giovan Madalena e li fratelli Olivo e Nicolao da Pontecchio e quell'altro che intervenne all'omicidio del conte Carlo, detto il Sartarello, e Genese, il quale già ammazzò il conte Giovanni, e altri che sono circa a 14, e così vi si ritrovano al presente. Li balestrieri non sariano atti non che a pigliarli, ma nè ad affrontare,[278] massime in quel loco, dove sono in le case che pretendono che siano loro, e in quel Comune dove sono più favoriti che non v'erano quelli poveri Conti. V. Ecc. si degnerà avvisarmi quanto le parrà ch'io faccia o possa fare: in bona grazia de la quale mi raccomando. Castelnovi, 24 novembris 1523.
CXVII[279]
A Messer Bonaventura Pistofilo[280]
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Questo Coiaio, del quale ho scritto, sta pur in questa terra e si lascia vedere, e dubito che domani che è il giorno del mercato si farà vedere su la piazza. Io non posso pensare che questa presunzione venga da altro che sia qualche trama, che se li balestrieri si movano per ire a pigliarlo, di far lor danno e vergogna, e dar forse principio a qualche ordine già tramato con Barghesani. In fin ch'io non ho avviso da voi, son per serrar gli occhi, chè credendo di far bene, non vorrei far male. Quando il Sig. nostro avesse buona intelligenza col papa novo e con Fiorentini, e non dubitassi di cose nove, saria di far di due effetti uno: o mandar qui fin a XXV fanti, o scrivermi ch'io comandassi Bastiano suo zio e tutti li Coiai, cioè Nicolao, Bartolomeo e Fantino e Bernardino tutti fratelli di Franceschino, dinanzi a Sua Ecc., sotto quella pena che gli paresse, perchè in casa loro si riduce e si è ridotto altre volte. Le alligate mandavo per uno da Molazzana, ma è ritornato indrieto con le lettere, perchè dice tra via avere inteso che 'l Sig. nostro si è partito da Reggio e va verso Milano. Per questo io mando questo messo a posta che vi venga a ritrovar dove voi siate. A V. Magn. e a Mess. Obizzo ed alli amici mi raccomando.
Castelnovi, 26 novembris 1523. Lud. Ariostus.