contra il compagno fattogli nimico.

Dunque Filandro di tal sorte indegno

(de l'infelice giovene ti dico:

così avea nome), non sofrendo il peso

di sì fiera battaglia, restò preso.

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— Non piaccia a Dio che mi conduca a tale

il mio giusto furore e il tuo demerto

(gli disse Argeo), che mai sia omicidiale

di te ch'amava; e me tu amavi certo,