le lance si fiaccar, come di vetro,

né i cavallier si piegar oncia a dietro.

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L'uno e l'altro cavallo in guisa urtosse,

che gli fu forza in terra a por le groppe.

Baiardo immantinente ridrizzosse,

tanto ch'a pena il correre interroppe.

Sinistramente sì l'altro percosse,

che la spalla e la schena insieme roppe.

Il cavallier che 'l destrier morto vede,