o tornami nel grado onde m'hai tolto
quando né a te né ad altri era suggetta!
Deh, come è il mio sperar fallace e stolto,
ch'in te con prieghi mai pietà si metta;
che ti diletti, anzi ti pasci e vivi
di trar dagli occhi lacrimosi rivi!
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Ma di che debbo lamentarmi, ahi lassa
fuor che del mio desire irrazionale?
ch'alto mi leva, e sì ne l'aria passa,