Di tai gemme qua giù non si favella:

ed a chi vuol notizia averne, è d'uopo

che vada quivi; che non credo altrove,

se non forse su in ciel, se ne ritruove.

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Quel che più fa che lor si inchina e cede

ogn'altra gemma, è che, mirando in esse,

l'uom sin in mezzo all'anima si vede;

vede suoi vizi e sue virtudi espresse,

sì che a lusinghe poi di sé non crede,