Qual fu galgiardo e nobil paladino,
Sollecito, e al suo re fedel barone,
E molto il loda nel suo dir Turpino;
Visto re Carlo, dismontoe d'arcione
Per onorar il figlio di Pipino;
Carlo abbracciollo, e gran feste gli fece,
Come fare alli suoi a un signor dece.
E così fece a tutti li signori
Ch'erano cum Gualtier cum lieto viso;