Qual fu galgiardo e nobil paladino,

Sollecito, e al suo re fedel barone,

E molto il loda nel suo dir Turpino;

Visto re Carlo, dismontoe d'arcione

Per onorar il figlio di Pipino;

Carlo abbracciollo, e gran feste gli fece,

Come fare alli suoi a un signor dece.

XLIII.

E così fece a tutti li signori

Ch'erano cum Gualtier cum lieto viso;