XXIII.

Se creder non volete ai scritti miei,

Prestate fede almeno al buon Turpino:

Credete il ver, ch'il falso io non direi,

Non son greco bugiardo, ma latino;

Chi crederebbe la essenzia di Dei,

La providenzia e lo ordine divino?

La fede è sol del certo incerto a nui,

Credete mo' quel che ne piace[289] a vui.

XXIV.