Nè scià chi possa avere audacia presa
Di essere entrato in una tanta impresa.
Non scià come essa lui in fal pigliasse,
Nol cognoscendo al viso e al proprio aspetto,
Nè scià ch'in faccia lui rapresentasse
Salvo Milone, a lei figlio diletto,
Qual non si crede[63] che alla madre usasse
Tanta sceleritade, tanto diffetto[64],
E stette in tal penser tutto quel giorno;