Che egli di me sia giunto a te più presto.

XXXVII.

E partito[75] porrò cum chi lo accetta,

Che quel ch'io vidi, Orlando, è in sala ancora,

E parla cum Milon, che così in fretta

Venni, che certo ancor cum lui dimora.

Perchè a chi il fatto attien sempre suspetta,

Molto turbossi la regina allora;

A Malagigi guarda, e si dispone

Veder di tal novella il parangone[76].