Nel popul sarracin timido e afflitto,

Gettando gambe, braccia e teste a terra,

Questo urta,[118] quello occide et altri[119] atterra.

LXVI.

Come se tra molti minuti schioppi

Bombarda scocca e sino al ciel ribomba,

Che non pur par che de' nemici agroppi[120]

L'animo, ma li offende, atterra e slomba;

O se nei campi peccorelle intoppi,

Dopo altri lampi, una fulminea romba;