E tanto de ferir l'empio procaccia,

Che chi percuote occide, e li altri caccia.

LXXVII.

Mirava la battaglia allor Ranaldo,

Il quale fra' pagan stava secreta-

Mente, ma di scoprirse e d'ira caldo,

E di assalirli cum il re di Creta

Non si può rafrenar, non può star saldo,

Non può tener la mente a un segno quieta;

E una sola ora mille anni gli pare