Egli parlava, fermo presso il tronco d'un platano, i cui rami lo avvolgevan d'ombra; e Ladislao lo ascoltava stupito per tanta sincerità.

Aurelio Sangiorgi doveva infatti la sua fortuna a una singolarità morale, alla incredibile noncuranza della stima altrui, al disprezzo largo e sicuro della pubblica opinione.

Egli aveva voluto essere ricco, e s'era arricchito tenendo d'occhio il Codice, a schivar le trappole del quale non solo gli giovava la furberia innata, ma lavorava una schiera d'avvocati che studiavan per lui e ch'egli pagava bene.

Ardito e tenace, pronto e inflessibile, prodigiosamente attivo, faceva paura; il suo nome figurava in parecchi aneddoti di rapacità sfrenata ch'egli non curava di smentire, che anzi lo divertivano e gli erano utili perchè gli creavano una leggenda per la quale in breve non avrebbe trovato chi osasse stargli di fronte.

Aveva accumulato un patrimonio in dieci anni, e travolto ormai dalla passione del danaro e dal bisogno d'attività, seguitava la sua vita febbrile d'affarista. Egli poteva dar principio a una dinastia di plutocrati; se in altri tempi si diceva che avrebbe potuto finire in carcere, ormai per la sua esperienza e più ancora per la somma di segreti e d'interessi che stringeva in pugno, quel pericolo era svanito.

— Dove andiamo? — chiese Ladislao, mentre Aurelio ripiombato nel silenzio s'incamminava nuovamente al suo fianco. — Vuoi che andiamo a teatro?

Eran giunti alla fine del gran viale, e per recarsi a teatro dovettero tornare indietro. Nessuno aggiunse più parola; Ladislao squadrò due o tre volte il suo compagno, tozzo, biondo, rubizzo, che dava imagine d'un campagnuolo credenzone piuttosto che d'un affarista pericoloso.

— Che c'è a teatro? — domandò Aurelio, come scuotendosi.

C'eran quattro o cinque canzonettiste, le quali, in gonnelle corte dai colori chiassosi, dimenavan le braccia biaccate e le gambe serrate nelle maglie; il pubblico si divertiva alla vista delle ragazze e ne guardava avidamente le ascelle e i ginocchi.

Ladislao disse questo ad Aurelio, che non trovò nulla da osservare; ma quando furono innanzi al teatro, pregò l'amico: