Giorgina stava sdraiata sul letto, interamente nuda.
Ladislao, dritto in piedi, le era a fianco e ne ammirava il bel corpo bruno, aspettando ch'ella si alzasse e si riabbigliasse per chiudere l'appartamento e andarsene.
Ma la donna, vinta dal torpore sciroccale che pesava quel giorno più del consueto, pareva meglio disposta ad assopirsi che a togliersi di là; e spiava il giovane di sotto le palpebre socchiuse, mentre lievemente sorrideva.
— Per questo, Ladis, sei tornato? — ella mormorò, stringendo fra le dita gli ùveri dei seni rigogliosi. — Era difficile imaginarlo, e se avessi saputo prima, ti avrei detto di no.
— Avresti fatto malissimo, — rispose Ladis vivamente. — Non bisogna mai perdere un'occasione, e del resto spero che tu non sia pentita del tuo sì.
Un fremito allegro le fece sobbalzare il petto e i fianchi, ed ella diede in una risata.
— Dunque è vero? — riprese. — Perchè Aurelio mi desidera, tu mi hai voluta ancora? È la logica degli uomini....
— Ma no, cara, — interruppe Ladislao. — La vigliaccheria di tuo marito è così grande, ch'io sarei uno sciocco a rinunziare, per uno scrupolo d'amicizia, al piacere che tu puoi darmi.
— Mio marito è in ogni cosa un briccone, — dichiarò pacatamente Giorgina, levando alte le braccia per farsene corona intorno al capo. — Mi maraviglio che tu te ne maravigli!
— Sapevo che è un affarista, — rispose il giovane, — e ciò non mi riguarda; ma credevo avesse almeno quella dignità, la dignità del maschio, che c'ispirano l'amore e la gelosia per una donna. Non ti ha amata quand'eri sua; adesso che sei di altri, ti rivuole; adesso si accorge che sei desiderabile....