Di nuovo Giorgina vibrò da capo a piedi, ridendo a gola spiegata.

— Egli non aveva capito nulla, — seguitò Ladislao. — Ha aspettato che ti pigliassero gli altri, e allora si è acceso per te. Insomma, egli vede il mondo intero sotto forma d'una società per azioni, e ormai non avrebbe alcun ribrezzo a godere in società anche il tuo amore....

Giorgina balzò agilmente dal letto.

— Che imbecille! — disse, stirandosi e protendendo il seno. — E perchè allora ha cominciato col fare uno scandalo e col mettermi alla porta?

Così eretta, i capelli sciolti, ombreggiato il volto dalla luce discreta della camera, ella rammentava un famoso disegno a penna d'Alberto Martini, un disegno lascivo e audace, nel quale è raffigurata la bella veneziana, che accoglie, col volto coperto dalla maschera e tutta nuda, l'amante dell'ultimo quarto d'ora.

Piena di voluttà e d'insidie. Giorgina Sangiorgi somigliava, per carnalità inquietante, alla femmina sbocciata dalla ricca fantasia dell'artista.

— Due anni or sono, — ella seguitò, — quando s'avvide che io mi lasciava corteggiare da quel tenente di vascello....

E cominciò a riabbigliarsi innanzi a un vetusto specchio, il quale ne rifletteva l'imagine incorniciata nella sagoma del legno dorato, che i tarli avevan trafitto.

— Due anni or sono mise sossopra tutta Venezia per quella sciocchezza; io l'aveva consigliato a darsi pace; ma egli parlava d'onore, di buon nome, d'altre cose stupide.... Saresti molto gentile, Ladis, se tu mi allacciassi le stringhe.... E dovetti andarmene.... Già, egli è di quegli uomini che la maledizione dell'antipatia generale perseguita, e così non c'è stato un cane che gli abbia dato ragione. Poteva risparmiar la fatica di ricordarsi dell'onore!... Le giarrettiere, te ne prego!...

Parlava e si vestiva con rapidità, gettando appena un'occhiata allo specchio. Ladis credeva d'essere nel camerino d'un'attrice che si acconciasse prestamente per non fare attendere il suo pubblico.