IV.
Era un giuoco per lei. Ella tutta sensuale, nella linea del corpo e nella qualità dell'intelligenza, vi si abbandonò con gioia impetuosa.
Non ebbe mai esitazioni o smarrimenti, non trovò mai l'ora per chiedersi quale risveglio avrebbe avuto quella follìa. Recava con la mente chiusa e il cuore atono, il bel corpo all'amante assetato perchè se ne abbeverasse; e Ladis dalla febbre carnale risorgeva ogni volta più eccitato e voglioso, ed ella si concedeva intera ogni volta.
Bel giuoco. Il desiderio di Ladis, corrotto da precoci abitudini libertine, moltiplicava fantasie e capricci sul corpo ardente della femmina, che si offriva a tutti i baci; e gli amanti si separavano alla fine d'ogni convegno stanchi e non sazii, dopo aver disperso in veementi spasimi un tesoro d'energia.
Ladis trattava la sua donna con una brutalità imperturbabile, che la domava facendola fremere di rabbia, perchè era in quel delirio sordo una specie di grandezza; e Giorgina se ne sentiva ammirata e offesa a un tempo, deliziandovisi con paura.
Ella, che aveva pensato dall'inizio di poter essere la dominatrice, era stata subito presa e soggiogata da quella rude volontà, infinitamente più decisa della sua.
Ma Ladis pareva egli stesso sdegnato e sorpreso che la sensualità insidiosa della donna non gli avesse detto ancora l'ultimo segreto; e quasi per ira se ne lasciava possedere, e quasi per vendetta la possedeva.
Di sè e di lei, non una parola; non cercava e non faceva confidenze, non ricordava nè il passato nè il domani, come se egli e Giorgina fossero diventati due forme di godimento corporeo, prive di cuore, di pensiero, di sentimento.
Egli l'afferrava, la spogliava, la teneva, perchè desse il piacere, tutte le espressioni di piacere di cui era capace, e qualche volta sembrava che dalla bocca di lei volesse con la bocca carpir la vita.
Bel giuoco. Gli amanti eran chiusi in un cerchio di fiamme; Venezia flagellata dal sole estivo o coperta dallo scirocco umido e bruciante metteva nelle vene dei giovani un ardore insaziabile donde germinava veleno di nuovi desiderii. I freschi abiti tutti bianchi, che davano a Giorgina un'eleganza non priva di candore, il bisogno di far lunghe sieste voluttuosamente torpide, la libertà completa di cui godevano Ladis e la donna, che nessuno vigilava, che nessuno attendeva, eran continui stimolanti alla gioia.