Giorgina non aveva mai sentito il tempo così dolcemente leggero, quasi fluido, nè mai aveva avuta l'anima più obliosa e fidente; le pareva di navigare a occhi chiusi per un gran fiume tranquillo, in un'aria nè calda nè fredda, che addormentava pensiero e coscienza. A poco a poco ella pure aveva dimenticato lo scopo di quel viaggio, l'approdo imminente, la fine, come sempre fosse vissuta e sempre avesse dovuto vivere, nuda sotto una gaia tempesta di baci, in un'estate perenne.

Di tratto in tratto ella avvertiva un rivolgimento nel suo animo, un rapido impulso di gratitudine per Ladis, che le aveva dato così profondo gaudio; forse ella lo amava ormai sfrenatamente; non si chiedeva nulla, non voleva nulla sapere; e la sua anima si riaddormentava placida nella voluttà.

Un giorno, mentre passeggiava per la camera annodandosi la cravatta, Ladis annunziò d'improvviso:

— Ho parlato con Aurelio. È combinato tutto.

Giorgina alzò disperatamente le braccia; si curvò muta sotto il colpo, si sentì come vuotar le vene e chiuse per un attimo gli occhi.

Ladis non poteva vederla bene, perchè essa, interamente vestita, volgeva le spalle alle finestre, la cui luce era smorzata dalle tende.

— Ha detto, — seguitò, — che la sua casa è sempre tua, e puoi andarvi anche subito. Io gli ho fatto capire che tu devi avere qualche imbarazzo finanziario, ma egli sarà lieto di accomodare ogni cosa. È un buon diavolo; ti desidera molto. La sua ricchezza, il suo lavoro, la sua vita senza una donna, mi ha confessato, son troppo tristi... Quanto all'opinione pubblica, come tu sai....

A denti stretti, livida in viso, fredda per tutto il corpo, Giorgina ascoltava. Si vide in un grande specchio, il quale qualche volta aveva riflesso abbracciamenti strani e complicati, ed ebbe orrore, non sapeva di chi o di che cosa; un'acqua amara le veniva alla gola, e dentro sentiva una voce gridarle: “Non parlare; è finita; non parlare!...„ E non parlò; guardò Ladis con occhi spaventati e supplici; sì, veramente era finita, egli non avrebbe compreso.

La mano della donna serrò con tal forza l'impugnatura dell'ombrellino, che la spezzò.

— Brava! — disse Ladis ridendo. — Aurelio può cominciare col dono d'un parasole.... E così, quando andrai?...