— Ora stia tranquilla, contessa. Cerchi di riposare! — consigliò Pietro Quadrelli. — Ha bisogno di riposare; stia tranquilla, contessa....
E, accorgendosi che diceva delle sciocchezze, prese il suo cappello, il portafoglio di cuoio, e s'inchinò. Elena gli stese la mano, sorridendo con gli occhi ancora umidi di lagrime.
Quando fu in carrozza, avviato al suo studio, Pietro Quadrelli cercò di raccogliere le idee e di definire le sue impressioni; d'un tratto si mise a ridere, da solo.
— E andate dunque ad amare le donne! — egli pensò. — Ecco un marito che adorava la moglie, e lavorava per lei, e aveva fatto di lei il suo mondo. La moglie lo tradiva. Ecco il marito che le dichiara ben chiaramente il suo disprezzo, che la scaccia, che non vuol più vederla. E la moglie lo adora.... Che cosa preferiscono le donne? Le carezze o le frustate?
S'inchinò innanzi a guardare il cavallo grigio, che procedeva assai pigramente, e concluse ad alta voce:
— Frustate!
Il cocchiere frustò; il cavallo prese un buon trotto allegro e sicuro.
— Non c'è altro! — borbottò l'avvocato Pietro Quadrelli, stendendosi beatamente nella vettura.
COLMÀR.
Il treno si fermò sotto la tettoia della stazione, e il viaggiatore sporse la testa, guardandosi intorno. La stazione era ampia e bene illuminata, con le scalèe di marmo bianco, che menavano ai sottopassaggi. Un conduttore, che aveva sul petto assicurata da cinghie la lanterna accesa, passò lungo la vettura, e il viaggiatore gli domandò: