Supplemento di non si sa che cosa, è un foglietto a due centesimi, che si pubblica in occasione d'avvenimenti drammatici, e che il popolino compera e legge con avidità. Il supplemento narra oggi la morte della giovane bionda, che ho visto a teatro.

Non era sola a teatro. Dirimpetto a lei sedeva un uomo sulla trentina, il cui volto bruno, e l'espressione decisa risaltavan nettamente sul fondo d'oro opaco del palchetto.

La sua compagna aveva annodati i capelli in trecce strettissime attorno alla testa, quasi per costringere l'impeto e nasconder l'opulenza della chioma, che sotto i raggi della luce elettrica mandava bagliori aurei. Era assai giovane, la sconosciuta; e a quando a quando posava le mani sul parapetto del palco, mani guantate di bianco, lunghe e sottili.

— Vuol venire a vederla? — mi chiede il cronista.

— Che? A vedere il cadavere? La ringrazio!

Il giovanotto sorride; ha visto tanti cadaveri, tanti spettacoli di lutto con l'occhio indifferente, che la mia avversione gli pare bizzarra.

— Perchè si è uccisa? — domando.

— Per il silenzio.

Guardo il cronista che non batte ciglio.

— Per il silenzio di chi? — interrogo.