Minni tacque. Ella era molto stanca davvero, e ripercorrendo in carrozza le strade note, Via Mercede, Capo le Case, Porta Pinciana, e ricordando i giorni in cui andava a comperar da cena, un po' di sardine e un po' di ulive, fu presa da una nera melanconia.

Che cosa li attendeva a Milano? Quali donne avrebbe Giorgio conosciuto? Sarebbe stato sempre così buono come in quel tempo?

Rivide la bocca ardente e vorace di Virgilia Virgili, e sentì un brivido.

Rientrando in casa, i suoi occhi caddero sulla cara lampada a petrolio che illuminava e riscaldava la camera; salutò il letto nitido ed ampio, e l'agrippina, e la piccola tavola su cui si stendeva la tovaglia, che Giorgio qualche volta gettava indosso alla sua donna, come un manto.... Avvertì che il dolore e la povertà avevano strette le loro anime con un nodo tenace, cui l'agiatezza e il godimento avrebbero allentato o sciolto per sempre.

, quanti dolci avete mangiato oggi! — disse Giorgio sorridendo, e togliendo a Minni il cappello, per baciarla sulla chioma bionda.

Minni girò l'occhio intorno, smarrita; e sentendo un'angoscia nuova salirle alla gola, nascose il volto nel petto di Giorgio, e mormorò con uno scoppio di lagrime:

— Ahi, Giorgio, come si stava bene, come si stava bene, qui! —

L'AMORE DEGLI ALTRI.

Iginio Malaspina, detto Gin dagli amici, accavallò una gamba sull'altra, soffiò dalle nari il fumo della sigaretta e lanciò a Silvio Baldeschi una sguardata velatamente ironica.

— Laura sarà qui tra breve, — disse. — È uscita da poco tempo con la carrozza, e non può tardare. Mi dispiace che tu aspetti.