Poi, volendo egli stesso sfuggire alla visione dell'ignoto, cominciò a parlare di ciò che avrebbe fatto a Milano, dell'opera vasta e difficile che lo aspettava. E così discorrendo, i suoi occhi si oscuravano, quasi tutta l'energia dell'anima vi si raccogliesse in una torbida potenza.... La cosa, quella cosa vile e infida ch'è la vita, egli la teneva in pugno e l'avrebbe foggiata a suo piacere, usando la forza e la lusinga, la dolcezza e la violenza. Udiva nelle orecchie risonare un canto di gioia.
Parlava ancora e ancora Minni stava ad ascoltarlo con voluttà, quando la carrozza giunse sul Corso e si fermò innanzi all'Aragno.
La notizia della prossima partenza di Giorgio Spinarosa s'era propagata in quei giorni tra i suoi amici; e non appena egli fu seduto, molti vennero a complimentare lui e Minni.
Giorgio non aveva ancor potuto misurare tutta la viltà dell'anima umana, e fu sbalordito. C'era della gente ch'egli salutava appena con un cenno del capo, e che gli si protestava d'un tratto devota e obbediente; altri, i quali avevan temuto nei giorni della sventura, ch'egli li richiedesse d'un favore e perciò evitavan di salutarlo o almeno di fermarsi, gli si precipitavano ora incontro, adulandolo con un'insistenza fastidiosa.
— Era giusto, era giusto, — diceva qualcuno. — Ti si doveva una riparazione, il riconoscimento del tuoi meriti.... Bravo! sai, volevo raccomandarti mio fratello, ma ne parleremo domani....
— Oh, caro Spinarosa! Io cercavo di lei per presentarle le mie felicitazioni. Conosce mio cugino? Credo che mio cugino, pratico di cose commerciali, potrebbe essere utilissimo!... Se non la disturba, lo manderò da lei prima ch'ella parta....
— Di', Giorgio! Ricordati che ti sono stato sempre amico.... Mi contenterei di tanto poco! Un posticino piccino, piccino....
Minni, che assisteva a quella sfilata e mangiava intanto certi dolci con la crema, insudiciandosi le mani come un bamberottolo, finì per nausearsene; per nausearsi degli uomini e dei dolci.
— Andiamo, — ella mormorò sottovoce a Giorgio. — Sono molto stanca!
— Hai visto? — disse Giorgio, quand'ebbero ripreso posto in carrozza. — Hai visto quelle canaglie, come strisciano? E una settimana fa, avremmo potuto morir di fame e di freddo, senza ch'essi stendessero la mano.... Ah no, rimanete qui, perdio! Io vi dimenticherò; è tutto quello che posso fare per voi....