— No, in verità.

— Io le vorrò bene! — promise la fanciulla, credendo di offrirle un gran regalo.

— Non troppo! — rispose Dorotea. — Non bisogna amare troppo le persone che si devono perdere!

La fanciulla rimase intontita; non aveva mai pensato all'economia della tenerezza.

— Se lei non si stupisce di niente — riprese — io domani andrò a passeggio vestita da uomo!

— Io credo che lei farà una bellissima figura, — replicò Dorotea placidamente.

Nora, che aveva contato sulle dimissioni di Fräulein, come gaio riscontro alle dimissioni di miss Evelina Towsend per “follia scandalosa„, rinunciò subito all'idea, e si rassegnò a tenersi l'istitutrice.

Ma non ebbe tempo nè a curarsene, nè a volerle bene, perchè la mamma in quei giorni fece un lungo discorso a Nora, un discorso prudente che concludeva con l'avvertirla come il conte Longari avesse posto gli occhi sulla fanciulla, e, da quanto se ne capiva, intendesse chiederne la mano.

— Longari! — esclamò Nora. — Io non so perchè tu voglia fidanzarmi con un uomo che ha un'orecchia più lunga dell'altra.

— Via, Nora, sono fantasie!