Lidia s'accostò alla poltrona, dove la madre s'era seduta; non so quel che passasse allora nell'animo della giovane, ma certo l'insolita accoglienza doveva assai turbarla. I suoi occhi andavan senza posa da me a suo padre, e da suo padre alla signora Folengo. Questa la serrò fra le braccia, e la fece sedere vicinissima a sè. Io solo rimaneva in piedi, appoggiato al piano-forte.
—Che cosa avviene dunque?—domandò Lidia, non potendo trattenersi.
—Cara!—esclamò donna Teresa, prendendole la testa e baciandola sui capelli.
—Noi ci siamo radunati qui,—cominciò il signor Folengo con voce solenne,—per parlar del tuo avvenire.
—Stai bene oggi? Hai la mente lucida?—cominciò a sua volta la signora.—Ti senti di poter rispondere e decidere con chiarezza?
—Ma sì, senza dubbio….—rispose Lidia, guardandomi come per invocare il mio ajuto.
—Ebbene….—disse la signora Folengo con precipitazione,—ebbene il signor Sergio Lacava ti ha chiesto in isposa, noi abbiamo acconsentito, e aspettiamo la tua risposta.—
Alle prime parole, Lidia sobbalzò, mentre un rossore intenso le saliva fino alla radice dei capelli; poi nascose la testa con rapidità sul petto di sua madre.
—Oh mamma!—disse.
E scoppiò a piangere con una violenza nervosa irrefrenabile.