—Io credo—osservai—che la signorina: si trovi a disagio davanti a me; sarebbe stato forse meglio….—

Donna Teresa mi troncò la parola con un moto del capo.

—Via,—fece poi a Lidia,—non essere bambina. Tu ci metti in pena…. Lo so; non eri preparata; è un assalto di nervi; andiamo, alza la testa….

Lidia obbedì e prese dalle mani di sua madre il fazzoletto per asciugarsi gli occhi; ella guardava con tanta fissità il viso di donna Teresa, da svelar la paura d'incontrare i miei sguardi. L'attitudine era cosi fanciullesca e così bella a un tempo, che i signori Folengo e io sorridemmo insieme.

—Forse—disse il signor Folengo—noi esercitiamo su Lidia una pressione involontaria. Vuoi prender tempo? Vuoi pensare prima?

—Oh no!—proruppe inavvertitamente la fanciulla, tenendosi immobile.

—Allora?

—Allora, è presto detto,—fece donna Teresa, volgendosi a me.—Lidia è contraria a questo matrimonio….—

La fanciulla allungò le mani verso donna Teresa e tentò l'atto di chiuderle la bocca.

—Ah!—esclamò ridendo la signora.—Dunque, vieni qui. Dunque, sì?