—Ho parlato con Giorgio. A proposito: mi ha chiesto se c'era il pericolo d'incontrarti in campagna. È diventato geloso?
—Sciocchezze!—terminai io, alzando le spalle.—Ti ringrazio di cuore.—
Da quell'istante, respirai meglio. Laura sarebbe guarita, ritornandomi quell'amica intelligente dalla quale avrei potuto bere dolcezze rinnovate; e a convincermi dell'affezione rimastami in cuore per lei, sarebbe bastato l'estremo bisogno ch'io aveva, di parlarne con Ettore fino alla sazietà.
Lidia era l'aurora fredda; Laura con dieci anni più di Lidia, era il tramonto dorato d'un'esistenza ardentissima…. In una strana rievocazione, mi sentivo già Laura fra le braccia, assetata ella medesima di quell'amore non tutto esausto di cui ci sapevamo capaci; e la vedevo con certi abiti, con certi guanti, con un certo ombrellino conosciuto, che appoggiato alla sua spalla ci serviva per appartarci convenientemente dagli altri….
—Tu cominci a farmi dubitare delle tue caste intenzioni,—osservava Ettore, una volta ch'io lo tormentava perchè mi desse la certezza della guarigione di Laura.
—Ti pare?
—Sarebbe enorme, non dico,—mormorò Ettore;—ma ne ho viste di peggio.—
All'ultimo martedì di Lidia, in mezzo al chiacchierio di visitatori e alla sfilata di gente antipatica, mi trovavo isolato sotto un'impressione tale da richiamarmi dei sospetti, che nell'attesa d'un riavvicinamento a Laura, s'eran calmati d'assai. Lidia, soddisfatta delle molte attestazioni di simpatia avute in quei giorni, vibrava di gaiezza; pareva si fosse iniziato un periodo nuovo per la sua anima depressa, la quale riprendeva quell'atteggiamento d'ingenua bontà, d'infantile confidenza, ch'eran sì forti ausiliari della sua bellezza.
La sera prima, Gian Luigi aveva promesso di venire a Pallanza egli pure e di trattenervisi qualche tempo; l'aveva promesso a Lidia, perchè io m'era guardato d'interrogarlo sui suoi disegni…. Aveva detto che la campagna gli era necessaria (la sua tristezza inesplicabile aumentava), che si sentiva stanco, sfiduciato…; una variazione, insomma, al tema delle sentimentalità pericolose…. E congedandosi, s'era scusato di non poter venire a salutarci l'indomani, perchè occupatissimo.
Io dava a quelle occupazioni un senso tutto egoistico; Gian Luigi, innamorato di Lidia, riscaldato dalle sue lodi, ambizioso di soverchiarmi e di giungere alla donna per vie non comuni,—doveva lavorare, preparava qualche romanzo…. forse avrebbe avuta l'audacia di dedicarlo a Lidia, con le semplici iniziali trasparenti….