—Infine,—gli dissi,—io mi sacrifico a passare un mese a Pallanza col solo scopo di…. per la sola idea di…. trovarvi Laura, di tenerle compagnia. Come tu dicevi benissimo, è ormai un'opera buona il non lasciarla sola, poveretta!… Ma non vorrei che il sacrificio fosse inutile e Laura rimanesse a Milano…. In tal caso, me ne andrei con Lidia per questo benedetto viaggio.
—Ah!—esclamò Ettore.—Sei matto? Laura verrà a Pallanza, non dubitare; question di giorni, ma verrà senza dubbio…. Vuoi che m'incarichi io di prender notizie? Non far complimenti,—aggiunse sorridendo,—tra noi è difficile stabilire dove finisca l'amico e dove cominci….
—Se tu volessi,—interruppi,—te ne sarei gratissimo…. Tu sai le mie intenzioni….
—Ma diavolo!… Non mi farei complice d'idee prave….
—Sei molto allegro. Hai commessa la cattiva azione di cui mi tenesti parola?
—Uh, che ragazzo!—fece il Caccianimico seccato.—Crede a tutto quanto mi scappa di bocca in un momento di malumore!—
L'indomani, il colloquio fu più breve, scambiandoci le frasi nell'intervallo in cui Lidia—che noi accompagnavamo alle solite visite,—si metteva il cappello avanti allo specchio.
—Ci sei stato?
—Laura verrà. È a letto per riposo ordinatole dai medici.
—L'hai vista?