—…. Eccola qui. Leggila tu, Pietro!

—C'è la data,—osservò Pietro, guardando il foglio che teneva in mano.—Ed anche la firma.

—Questo è naturale,—risposi.—Senza data e senza firma, la lettera formerebbe di per sè un documento grave.

«Gentilissima signora,—cominciò Pietro.—Le faccio consegnare il libro di cui Le tenni parola; nel medesimo tempo la ringrazio d'avermi resa bella e interessante la serata, acconciandosi a passarla nel mio inestetico salotto, in mezzo a gente, più estetica forse, ma non meno indifferente per me. A Sergio ho annunciato che le nostre lezioni d'inglese non proseguiranno oltre; credo con questo d'aver risposto a un desiderio di lui, se non al mio: egli è addolorato e nervoso per altre contrarietà e non avrei voluto che interpretasse a rovescio un così semplice passatempo, quantunque la lunga amicizia e la perfetta comprensione che Sergio ha del mio animo, dovrebbero impedire alla sua mente ombrosissima di pensar men bene di me. Ho l'onore di dirmi, ecc., ecc.»

Un silenzio grave piombò nella camera non appena, finita la lettura, Pietro ripiegò il foglio e lo rimise nella busta. Lidia ed io avevamo compreso che la lettera lasciava tranquilli i signori Folengo; onde ella, prima colle braccia stese e chiuse fra le ginocchia in atto d'angoscia, sollevò la testa guardandomi: io restai muto ad aspettare.

—Ebbene?—cominciò mia suocera.—Io non trovo nulla di strano in queste righe.

—Nulla di strano,—ripetè Pietro.—Una lettera convenzionale….

—C'è della malafede,—notai irritato.—E non so come voi non ve ne siate accorti…. Io sono addolorato e nervoso per altre contrarietà, afferma il Caccianimico. È falso: quali contrarietà possono addolorarmi quando tutto il mio pensiero e la mia vita son chiusi qua dentro? E perchè chiamarmi ombrosissimo, se non per prevenire Lidia e animarla contro ogni più giusta mia osservazione? Io credo che tutto quanto si fa da un uomo come Ettore abbia uno scopo; lo scopo delle sue insinuazioni era di disgiungerci, e a sua volta questo disegno ne aveva un altro che vi lascio indovinare.—

Ero riuscito a flettere la voce con molti chiaroscuri sentimentali e simpatici; mi ripromettevo dalle parole un ottimo resultato per la mia causa; onde fui scosso da capo a piedi, quando scorsi Pietro Folengo sorridere bonariamente, stirarsi, e lasciando il divano venirmi incontro.

—Tutto questo è molto buono!—egli disse, battendomi sulla spalla.—Sei geloso e perciò pigli dei granchî; ma se sei geloso in modo così esagerato, vuol dire che ami la nostra Lidia.