—La condizione sarà impossibile,—disse Fabiano.—Conosco la mia famiglia!… Sentiamo.

—A condizione che il piccolo conte Bruno sia consegnato al signor conte Francesco, il quale ne curerà l'educazione e lo terrà seco fino all'età di ventun anno. In questo caso, il conte Francesco che non ha figli, aggiungerà al fondo della Tralda, unico patrimonio del conte Bruno, una larga parte della sua sostanza.

Fabiano si alzò in piedi e lentamente andò alla finestra.

—Vede,—disse al dottor Alemanni, che lo aveva seguito,—vede questa finestra? Io sono pronto a scaraventarlo di qui il mio Brunello, piuttosto che consegnarlo a quel pazzo imbecille!… La prima educazione che gli si darebbe, sarebbe quella d'odiare e disprezzare suo padre; poi si farebbe di lui un gesuita. Lei non ignora che la famiglia Traldi di San Pietro è molto benevisa in Vaticano e ha protezioni potentissime. Il mio Bruno abbraccerebbe la carriera ecclesiastica, diventerebbe Cardinale e morirebbe Papa…. È un avvenire stupendo, ma a me non piace…. Intendo che mio figlio sia uomo…. E del resto, son follie che possono passar pel capo di quell'asino di Francesco.

Rise ironicamente, e proseguì:

Perinde ac cadaver, il motto dei gesuiti, s'attaglierebbe giusto al mio Brunello!… Egli ha tutta la fierezza, la tenacità, il coraggio, l'orgoglio della sua razza e nemmeno la Compagnia di Gesù riuscirebbe a piegarlo…. Non sono punto impensierito per lui…. Sarà un lottatore di gran tempra e spezzerà gli ostacoli che non potrà girare….

Il notaio s'inchinò.

—L'ho visto or ora sulle scale. Andava alla ricerca del cane,—disse,—per uscire a passeggio. È un fanciullo incantevole.

—Non è vero?—esclamò Fabiano, tocco nel vivo del suo amor proprio.—Sono certo che non m'inganno.

—Vostra Signoria non s'inganna,—confermò il dottore.—Basta osservare il portamento del capo, lo sguardo che vi cerca lo sguardo, la piega sdegnosa all'angolo delle labbra… L'ho guardato bene.