—Buon giorno al signor conte!—proferì.—Ho ricevuto stamane il biglietto del signor conte e sono accorso.

—Sta bene attento,—disse Fabiano a Brunello, senza levare il capo.—Bisogna che tu raduni l'artiglieria intorno al forte, perchè i tuoi fantaccini sono in rotta, e io muovo ora a conquistarlo con le mie truppe.

—Con tutti i cannoni, papà?—domandò Brunello.

—I cannoni innanzi, che appoggeranno la cavalleria e la fanteria; non perdere tempo!

—Ecco tutti i miei cannoni pronti!—annunziò Bruno, spingendo con ambo le mani ogni sorta d'artiglieria sulla tavola, piccole mitragliatrici e grossi obici e cannoni da costa.

Elia Polacco col cappello floscio sotto il braccio sinistro si avvicinò alla tavola e stette a guardare, piuttosto sorpreso dell'attenzione che il conte prestava al giuoco, che dell'accoglienza ricevuta.

—Sei tu, Polacco?—disse Fabiano, senza volgersi.

—Per servirla, Eccellenza!

—Credo che c'intenderemo in poche parole. Ho bisogno di denaro.

Brunello guardò suo padre.