—Pim, pum, e pum, e poi ancora pum!—gridò Brunello.

—Cinquantamila lire!—enunziò Fabiano.—Il tuo fuoco è ben nutrito, fa molti vuoti, ma come vedi, i miei uomini hanno già invaso la piazza. Il forte si arrende….

—Nespole!—esclamò Elia.

—Innalza bandiera bianca!—ordinò Fabiano.—Sventola il fazzoletto!

Brunello trasse il fazzoletto dalla tasca e lo agitò in aria.

—La battaglia è finita. Sei vinto, e la fortezza è mia!—concluse il conte.—Adesso giuoca da solo, che io devo parlare.

E alzandosi, guardò finalmente Elia Polacco in faccia.

—Ah, ah! Sei invecchiato, caro Polacco!—esclamò ridendo.—Non hai più un pelo in testa. Ti sta bene; a furia di pelare gli altri….

—Sono dieci anni che non ho l'onore di trattar col signor conte,—rispose Elia con un sorriso.—Il tempo è ingeneroso per tutti!

E preso un cannone di sulla tavola, e poi un soldatino, li girò, li pesò, li guardò attentamente.