—Son molto fini!—disse.—Io non avevo ancora avuto il piacere di conoscere suo figlio, signor conte!
—È molto fine anche lui!—dichiarò Fabiano.—Ti piace? È un bel ragazzo? Ne faremo qualche cosa di grande. Ma veniamo agli affari. Hai inteso quel che ti ho detto? Io ho bisogno di cinquantamila lire, subito.
Prese posto nella poltrona nella quale s'era seduto la mattina parlando col dottor Alemanni, e lasciò Elia in piedi.
—Il signor conte avrà anche udito ciò che ho risposto!—osservò Elia.
—Hai risposto: «Nespole!» e questo non significa nulla.
—Significa che è impossibile trovar cinquantamila lire. Le troverebbe appena un signore…. che non ne avesse bisogno!
Ed Elia fece una risatina, che pareva un mugolìo.
—Io non valgo dunque cinquantamila lire?—esclamò Fabiano.
Elia non rispose, come non avesse udito.
—La mia famiglia non vale cinquantamila lire?—seguitò il conte.