—Il più sarebbe il matrimonio di Gigi con Nicoletta….
—Non se n'è detto parola!—osservò la signora.—Ma ti sembra? Nessuno sa ancora se Nicoletta ci pensi; è capace di non aver nemmeno capito.
—Dunque, tu non ti opporresti?—chiese Maurizio per concludere.
—Io ti dico che di battagliare non ho più voglia. Prima c'era l'arte, il palcoscenico, la recitazione, e che so io; poi il conte, col suo famoso segreto, che nè io nè tu siamo stati capaci di scoprire, e che ha mandato tutto all'aria; poi l'avventura del bambino, i pianti e le malinconie per la sua fuga. Adesso ci sarebbe quest'altro, e io ho perduto la pazienza, e non ho più voglia di guerreggiare anche per quello del sapone!
—Ma bada che Gigi ha vent'anni più di Nicoletta!—osservò il cavaliere.
—Ha ventinove anni e sette mesi, giusti giusti; Nicoletta ne ha diciotto e undici mesi; dunque, poco su poco giù, undici anni di differenza.
—Anche l'età giusta giusta, ti ha detto la zia?—domandò Maurizio ostile.
—E del resto, quando ci siamo sposati,—seguitò, passando oltre all'osservazione, la signora Carlotta,—io aveva dodici anni meno di te. E non possiamo lagnarci! Siamo stati felici!
Il cavalier Maurizio, non sapendo che cosa rispondere, soggiunse:
—Altri tempi!