—So che tu sei un fratello per Nicoletta,—disse Gigi.—E ti accolgo come un fratello….
Gli strinse la mano, poi lo attirò a sè, e lo abbracciò.
Bruno sorrise; andò verso Nicla e le baciò la destra.
Un istante dopo, nel salotto a righe argentee sul fondo bigio, si sentiva che una fraternità dolce e sincera aleggiava intorno alle tre persone.
Gigi interrogava avidamente Brunello chiedendo della vita di Parigi, di Vienna, di Berlino.
—Ma hai osservato tutto!—egli notò stupito.
—Non avevo altro da fare!—rispose Bruno.
Gigi si fece raccontare anche il duello col piccolo conte della
Jonchère; e Bruno raccontò, e rise.
Poi si fermò: aveva udito sè stesso ridere.
—È strano!—disse.—Non ridevo più da dieci o dodici anni.