—È un bel giovane?

Nicla riflettè un istante, poi si mise a ridere.

—Come vuoi tu ch'io sappia?—rispose.—Non lo so davvero. È un fanciullo: per me è Brunello, col bastimentino sotto il braccio. Tocca alle altre donne giudicare. Chiamarlo bel giovane, mi sembra un'ironia.

Gigi trasse la donna a sè e la baciò sui capelli.

—Cara,—disse con tenerezza.—Anche tu sei una fanciulla!…

Ma l'indomani sera, quando Gigi Barbano vide Brunello Traldi varcar la soglia del salotto, ne fu tutto scosso.

Non era soltanto un bel giovane; aveva quell'indefinibile sottile eleganza di modi e di portamento, quella misura, quella sicurezza priva di spavalderia, quella nobiltà nel sorriso, nei tratti, nella gentilezza medesima della persona, che vengon dalla razza. Pur vestito di cenci, il passo o un gesto o un modo di guardare l'avrebbero svelato per un grande signore.

E Gigi Barbano, che sapeva la forza poichè era egli medesimo un forte, rilevò subito negli occhi del fanciullo una luce e nella bocca una linea che ne dicevano l'energia straordinaria, la volontà cocciuta, formidabile. Un guerriero antico, gettatosi a nuoto nel mare, voleva scalar la nave del nemico; e s'era abbrancato al bordo con la mano destra; gli tagliarono la mano destra; egli l'afferrò con la mano sinistra; e gli tagliarono la mano sinistra; egli vi si aggavignò coi denti; e gli spaccarono la testa; e rimase, cadavere, coi denti infitti nel legno, in una presa tremenda che nessuno riusciva a disserrare.

Brunello Traldi doveva aver la stessa forza di volontà cieca e dura.

Gigi Barbano gli si fece innanzi, mentre Nicla guardava, un poco timorosa, quel primo incontro.