Quando furono all'estremo limite, si baciarono di nuovo.
E Nicla disse con voce ferma:
—Fanciullo, vieni da me stanotte!
Poi vedendo che il fanciullo si scolorava in volto, soggiunse imperiosa:
—Ti aspetto!
XXVII.
Durante la notte, il vento aveva soffiato senza posa, adunando grosse nubi pesanti.
Con un'occhiata al cielo, Nicla comprese che tra poco si sarebbe scatenato all'improvviso uno di quegli uragani brevi e furibondi, che danno al lago l'aspetto e la veemenza irresistibile d'un mare in tempesta.
Discese per accompagnar Brunello alla stazione.
Divorato come da una sottil febbre, trasfigurato e vacillante ancora di gioia, egli le andò incontro.