Nicla era stata sua la notte prima. Ed egli fuggiva? E come confessare a sua madre che ormai era troppo tardi, ch'egli non poteva abbandonare una donna, la quale gli aveva dato l'ultima, la più grande, indimenticabile prova del suo amore?
Seduto innanzi al tavolino, con la penna appuntata sulla carta, cercava invano una parola, una frase, che non fossero vili….
Udì battere discretamente all'uscio.
—Avanti!—disse.
Entrò il Salapolli.
—È arrivato un telegramma per lei, conte,—egli annunziò.
—Sarà Gigi,—rispose Brunello,—che insiste perchè non manchi domani.
Leggi pure.
E tornò a cercar nella mente una frase, una parola, che non fossero vili; ma non udendo più voce dal Salapolli, girò il capo verso di lui, e lo vide bianco, terreo, muto, col telegramma aperto nelle mani tremanti.
Gli fu sopra d'un balzo, gli strappò il telegramma dal pugno. Cinque parole.
«Nicla annegata. Vieni subito. Gigi».