Era uno sguardo non più animato dalla devozione, ma freddo di curiosità ambigua, crudele di dubbio e d'impertinenza. E d'un tratto il fanciullo disse:
—Nicla!
—Ascolta, ascolta,—rispose Nicla, senza levar gli occhi, indovinando che bisognava distrarlo.—Ascolta com'è bello, ora che trovano il grande lago.
Bruno stese la mano aperta sul libro, perchè Nicla non leggesse più.
E disse, quasi a conchiudere un suo pensiero:
—Vuoi che ti baci dietro le orecchie?… Abbassa il capo, che ti bacio dietro le orecchie…. E dopo, farai così….
Con le labbra modulò un lieve lungo sospiro.
—Che dici?—esclamò Nicla, gettandolo quasi dalle ginocchia a terra, e guardandolo offesa.
Ma si trattenne; capì che non doveva chiarire alla mente del fanciullo la sconvenienza delle sue parole.
Lo prese per mano, lo condusse sul poggio a guardare la conca del lago in cui si riflettevano con ombre verdastre i monti.