—Allora a cuccia?—domandò Nicla. Egli sorrise e s'accovacciò ai piedi dell'amica.

E sentendo che il conte non aveva più voglia d'aprir bocca, e che il piccolo e il grande si odiavano di tutto cuore, ella riprese:

—La tua mamma è partita?

—Sì: iersera!—affermò Bruno alzando gli occhi in faccia a Nicla.

E questa, per togliere l'ombra che andava addensandosi tra Duccio e
Bruno, seguitò:

—Sai che anche il conte Duccio conosce la tua mamma?

—La conosce?—ripetè Bruno senza voltare il capo dalla parte dell'altro.—E gli piace?

Nicla diresse l'occhio inavvertitamente al viso di Duccio e fu stupita di cogliergli sulle labbra un sottile ambiguo sorriso, ch'egli s'affrettò a dissimulare.

—Domandaglielo!—rispose, malamente impressionata.

—Le piace la mia mamma?—interrogò Bruno, guardando fisso innanzi a sè.