—La mamma non veste mai come mi piace. Dice che non m'intendo.
—Ma è elegantissima, più elegante di me,—rispose Nicla.—E poi la mamma, poveretta….
E con maraviglia s'accorse che ogni altro elogio della contessa le moriva sul labbro, e un beffardo spirito le fischiò all'orecchio che la mamma, poveretta, era a Sonnenberg, con Duccio Massenti.
—Tu non sei come la mamma,—seguitò Bruno.—Tu non sei una donna.
—No?—chiese Nicla stupita.—E che sono allora?
—Tu sei una ragazza, come me.
—Sì: una donna ha troppe cose da pensare,—spiegò Nicla.—Una ragazza non ha nulla da pensare e può perdere il tempo nei capricci. Sarà così….
—Sarà così!—disse Bruno, quantunque sembrasse poco persuaso.
Sbarcati alla Croda, Brunello mise in acqua la goletta per proteggerli, mentre più lontano vagava lentamente la lancia, che rappresentava una corazzata.
Nicla ripensava alle parole di Bruno.