—Attenta!—le disse un giorno Ariberto scherzando.—La piccola
Vittorina vi porterà via il marito!

—Scusatemi,—rispose la contessa alzando le spalle.—Se Folco è tanto stupido, non è il caso di contenderlo….

—Stupido, stupido!—borbottò Ariberto.—De gustibus et coloribus…. Sapete il proverbio. E poi, in un quarto d'ora di distrazione, visto che la piccola ce ne fa una malattia….

—Non sarà a questo modo che Folco potrà farmi dimenticare i suoi torti!—rimbeccò la contessa.

—Rammentate ancora i suoi torti?

—Com'egli rammenta i miei….

—Non avete fatto pace? non vi siete spiegati?

—Nemmen per sogno!… E volete ch'io sia gelosa di lui, quando egli non è geloso di me?

—Superbi: tutt'e due troppo superbi!—osservò Ariberto.

—Ma è vero o non è vero che Folco non è geloso?—incalzò la contessa.