Ariberto rise.
—Penserà di voi,—disse,—quel che voi pensate di lui: «Se è tanto stupida!…»
—Ah no, caro Ariberto! Io ho la scelta; egli non ha che quella povera piccola Vittorina; io ne ho venti al mio sèguito….
—Sì, ma confessate che tutti i venti, messi insieme, non valgono
Folco!…
Gioconda non rispose.
L'altro marito, Celso Ornavati, vedeva benissimo che parecchi bellimbusti stavano intorno a Vittorina; ma egli aveva la sua teoria: una giovane deve superare il periodo dell'amicizia intima di casa, cioè dei corteggiatori che si fanno amici intimi; superato il quale, ella diventa savia, avveduta e inaccessibile come una fortezza sopra un picco. Per Vittorina quel periodo era già valicato da tempo. E Celso si dilettava di filosofia bergsoniana, poi era passato al Nietzsche, poi allo Schopenhauer….
—Ma tu cammini come i gamberi!—gli aveva detto un giorno Folco ridendo.
—Lascia fare: ognuno cammina come può!
—È un gambero filosofico!—aveva definito Ariberto Puppi.
Egli s'era divertito fino a quel giorno, vedendo la gara di tanti uomini, che tutti, l'uno dopo l'altro, dovevano rinunziare alle loro speranze. Ma d'un tratto, Ariberto non si divertì più.