— Già, e intanto ti ripigli la sbarazzina!

— Ciò non ti riguarda, zio.

— Ne riparleremo!

— Spero di no; vedo che più che se ne parla e meno ci si capisce.

— Ne riparleremo, ne riparleremo! — si ostinò il conte Roberto. — Perchè io sono sempre dell'opinione che l'uomo non è monogamo. Tu non vuoi prendere moglie per essere libero; ma allora, nè mogli nè amanti! Questa è logica. E hai deciso che cosa te ne farai?

Alla domanda inaspettata, Filippo non diede risposta; onde Roberto seguitò:

— Te lo dirò io: ne farai una mantenuta, da coprir di gioielli e da condurre a teatro e in carrozza; ti costerà ventimila lire l'anno, ti peserà come una moglie e ti sarà infedele.

— Perbacco, zio, — esclamò Filippo con aria beffarda. — Vedo che te ne intendi!

Roberto s'indispettì.

— Spero che non ce la metterai sotto il naso, come a Desenzano, la tua conquista! — osservò con rude cipiglio.