— Non si muore per queste cose, bambina!

— Io sarei morta, o mamma bella! Io ero già sfinita e non avevo più forza per resistere all'avvilimento! Si può essere vivi e morti, non sai? Io era viva e morta, fin che di lui nulla sapevo; ed oggi soltanto sono tutta, tutta viva!...

— Oh che pazza! — esclamò Emma, andando a sedersi in un angolo della cameretta. — Che pazza è dunque diventata mia figlia?

Ma non ardì continuare il lamento.

Guardò Loredana e la vide, com'essa diceva, tutta, tutta viva; la fragranza di quella giovinezza s'effondeva per la camera; la fanciulla dritta, svelta, bella, sembrava una prigioniera in quel piccolo spazio; qualche voce che nessuno poteva udire, echeggiava intorno a Loredana, chiamandola per la sua strada ampia o aspra; e nulla avrebbe potuto arrestare la forza misteriosa, che gli uomini chiamano destino, e che parlava inconsciamente per gli occhi ardenti di Loredana.

Emma sentì questo in confuso; e capì che ogni ostacolo sarebbe stato travolto; si domandò se avesse diritto d'imprigionare ancora sua figlia, e del suo diritto dubitò.

Riprese in silenzio il ricamo, abbassò la testa sul lavoro, non disse più nulla.

Loredana, in punta di piedi, non potendo trattenersi, ricominciò a ballare il valzer chetamente.