Loredana allentò le braccia e lasciò sua madre.

— Non glielo domando, — rispose, oscurandosi in volto, — perchè se anche egli volesse, io non vorrei. Ah no, non vorrei morire per tutta la guerra che la sua famiglia mi muoverebbe contro prima di cedere, e per tutte le umiliazioni che dovrei subire da quella sua gente e dai suoi amici, il giorno ch'io fossi moglie di Flopi. Vedi: io so, perchè egli non mi sposa; perchè non mi tormentino e prima e dopo fino alla morte. Sarò la sua amante; dunque meglio che la sua sposa.

— E calpesterai anche il ritegno, e lascerai che tutti sparlino di te e di tua madre? — osservò Emma con voce dolente.

— O mamma cara, non parlan male di te e di me, ora, tutti? — rispose Loredana. — E che premio ho io dunque di ciò che credono il mio ravvedimento? Hanno saputo, hanno inventato, mi hanno già uccisa nell'anima; nulla può accrescere il male che già mi fu fatto, e se io non sono morta per gli altri, gli altri sono ben morti per me. O mamma bella, tu, tu sei la bambina che crede; io non potrò mai essere tanto cattiva quanto si è detto....

— E vuoi andartene ancora, e lasciarmi sola? — domandò Emma, guardandola con gli occhi annebbiati.

— Non so, mamma; non interrogarmi, non turbarmi, oggi. Oggi io sono così contenta, perchè egli mi ama ancora; e non bisogna turbare chi è contento dopo un lungo dolore.

— Ma come, dunque, — insistette Emma, — se ti ama tanto non è venuto più qui?

— O mamma, cara, tu lo sai. Tu gli hai detto che ogni cosa doveva essere finita e che non varcasse più la soglia della nostra casa. Egli ha obbedito; non lo rimproverare; è stato lontano da me, pensando che io pure non lo volessi, temendo che io gli facessi colpa — e gli facevo colpa! — di avere svelato il luogo ov'ero rifugiata.... Non lo rimproverare; egli ti ha obbedita.

— Poi ti ha mandato quella donna a dirti che ti vuole ancora! — esclamò Emma. — Così mi ha obbedita, il briccone!

— Volevi ch'egli morisse? — domandò Loredana. — Volevi ch'egli mi lasciasse morire?