— Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi da loro. Bisogna dire che se qualche cosa d'irregolare è in quella casa, non lo si vede certo nella disposizione dei mobili, nella scelta delle vivande, nella qualità degli oggetti che adornano l'appartamento. Tutta roba squisita.... Credo che Flopi verrà stasera a salutar la contessa, sul tardi....
— Lei è molto addentro nella confidenza di Flopi! — osservò ironicamente Giselda, alzandosi.
— Sì, sono dei pochi che frequentano la casa, — disse Berto drizzandosi in piedi e offrendo il braccio a Giselda.
— No, grazie, — rispose questa, freddissima. — Devo dire una parola alla Torrecusa, che vedo seduta laggiù, nella sala da ballo.
E s'avviò sola, ma si fermò di repente:
— Quale casa? — domandò sottovoce.
— Sì, la casa di Flopi. Egli vive solo, ora; voglio dire non vive a palazzo. Ha un bellissimo appartamento sulle Zattere....
— Con la bellissima compagna! — concluse Giselda, che si lasciò sfuggire una risatina troppo stridula per essere sincera.
Berto s'inchinò, girò sui tacchi, e perfettamente sicuro d'aver fatto il bene di Giselda, di Flopi, e fors'anco di Loredana, passò nella sala rossa, e si mischiò a un gruppo di dame che ridevano in piedi con alcuni ufficiali di marina.
L'orchestra attaccò un valzer; i cavalieri traversarono la sala, s'incrociarono, ricomparvero con le dame al braccio, s'avviarono alla sala da ballo; fu una sfilata rapida di coppie, un'ondata di profumi.